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Martedì, 22 Settembre , 2020
Fondi Ue, 120 miliardi da spendere in tre anni
Giuseppe Chiellino - Il Sole 24 Ore - pag. 8
In tre anni l’Italia dovrà spendere tra i 100 e i 120 miliardi di euro di fondi Ue. Una cifra enorme. Il problema è rappresentato però dalla bassa capacità di assorbimento delle risorse comunitarie per le scarse capacità di realizzare gli interventi nei tempi stabiliti. L’ultimo sondaggio della Ragioneria generale dello Stato, dice che, a giugno, sono stati spesi 28,5 miliardi su una dote complessiva di 72,5. Restano da spendere 43,7 miliardi di cui quasi 27 assicurati dalle politiche strutturali europee. Alle ‘vecchie’ risorse si aggiungono due nuovi fondi del Next Generation Eu: 65 miliardi di sovvenzioni del Recovery and Resilience Facility (Recovery fund) e altri 10-12 miliardi dal React-Eu. Italia e Spagna saranno le principali beneficiarie dei fondi che potranno essere spesi dal prossimo 1°gennaio e fino a tutto il 2023. Si tratta di una sfida difficile perché la macchina amministrativa italiana non è preparata. Le istituzioni europee vigileranno.

Provenzano a Bruxelles per sbloccare la decontribuzione del 30% al Sud
C.Fo. - Il Sole 24 Ore - pag. 8
Oggi il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano sarà a Bruxelles per far partire il negoziato e prorogare dal 2021 al 2029 la misura contenuta nel decreto Agosto. Ci riferiamo alla decontribuzione del 30% per il lavoro nelle regioni del Mezzogiorno. Serviranno rassicurazioni definitive anche sulla partenza in via sperimentale dal 1°ottobre per tre mesi, fino al 31 dicembre prossimo. Per far aprire questa finestra temporale è necessaria l’autorizzazione della Commissione europea nel rispetto delle condizioni straordinarie del Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato in vigore fino a fine anno. A preoccupare l’Esecutivo non è tanto che la misura, contenuta nel decreto Agosto, possa cambiare in Parlamento, ma la proroga dal 2021. Per questo il vertice di oggi è importante. Il Governo, comunque, sarebbe orientato verso un percorso con intensità decrescente. Dal 1°ottobre si partirebbe con la decontribuzione al 30% per tutti i rapporti di lavoro dipendente attivi nelle regioni del Sud, con eccezione del settore agricolo e dei contratti di lavoro domestico.

Recovery Plan da costruire tra esami Ue e manovra
Gianni Trovati - Il Sole 24 Ore - pag. 9
Dovrà essere pronto per il 15 ottobre il Recovery Plan. Il Comitato interministeriale sugli Affari europei sta lavorando nella definizione del Piano raggruppando la montagna di proposte arrivate dai ministeri con le scremature che seguono le Linee guida decise. Gli incontri bilaterali con i ministeri serviranno a fare la selezione vera e propria per arrivare alla prima griglia di proposte da discutere con Bruxelles. Il Next Generation Eu al momento è un accordo politico tradotto in bozze che ha bisogno del passaggio al Parlamento europeo per diventare regole definitive. Servirà anche un’intesa tra Commissione, Consiglio e Parlamento. Processo che non si concluderà prima di gennaio. Ma se di fatto il Next Generation non esiste ancora come fa l’Italia ad utilizzarlo nella legge di bilancio e nella Nota di aggiornamento al Def della prossima settimana? Nella Nadef saranno indicati gli obiettivi a cui il Governo vuole puntare con i fondi della Recovery and Resilience Facility.

E fattura, il nuovo standard moltiplica i codici-documento
Luca De Stefani - Il Sole 24 Ore - pag. 25
A partire dal 1°ottobre prossimo sarà possibile utilizzare le nuove specifiche tecniche della fattura elettronica contenute nell’allegato A del provvedimento del 2 aprile 2020, n. 166579. Si potranno usare per la predisposizione dei file xml. Il loro utilizzo sarà obbligatorio dal 1°gennaio 2021. Per garantire la continuità dei servizi e il graduale adeguamento alle nuove specifiche sarà possibile, fino al prossimo 31 dicembre, trasmettere i dati al sistema Sdi e recapitare le fatture elettroniche e le note di variazione secondo le specifiche tecniche della versione 1.5. In realtà questo periodo transitorio era previsto dal 4 maggio al 30 settembre 20200, poi è stato prorogato causa emergenza epidemiologica da Covid-19. La novità principale della versione 1.6.1 dell’xml è l’inserimento di nuovi codici. Quelli relativi al tipo di documento sono passati da 7 a 18. Nuovo codice per chi usa PagoPa.

Accise sui carburanti, documento elettronico rinviabile per 60 giorni
Benedetto Santacroce ed Ettore Sbandi - Il Sole 24 Ore - pag. 25
L’Agenzia delle Dogane, con la circolare 34/D/2020, dispone 60 giorni di proroga per l’entrata in vigore dell’e-Das, il nuovo sistema informatizzato di circolazione di benzina e gasolio già assoggettati ad accisa che dovrebbe entrare in vigore il 1°ottobre, ma che le Dogane hanno scelto di dilazionare ulteriormente concedendo facoltà agli operatori di ottenere un differimento tecnico. Le imprese che vogliono posticipare la partenza del progetto devono manifestare all’autorità doganale, entro il 1°ottobre, la volontà di differire di 60 giorni il sistema e-Das, consentendo così anche all’autorità di avere tempo di testare ulteriormente i sistemi oggi in essere.

Il socio succede alla società estinta per ottenere il credito d’imposta
Laura Ambrosi - Il Sole 24 Ore - pag. 27
Con la sentenza n. 19641/2020 depositata ieri, la Corte di cassazione ha stabilito che il socio della società estinta ha diritto ad ottenere la restituzione dell’intero credito di imposta dell’ente. Infatti, la cancellazione dal registro delle imprese non legittima l’azione del liquidatore e determina un fenomeno successorio; le attività si trasferiscono in regime di proprietà indivisa tra tutti i soci. Tutto ha inizio con il diniego di un rimborso vantato da una società cancellata dal registro delle imprese. Le Entrate negavano la restituzione del credito perché l’istanza era stata formulata dal liquidatore dopo l’estinzione dell’ente. L’ex liquidatore e socio proponeva ricorso davanti al giudice tributario che in primo grado lo accoglieva in toto. In appello la decisione veniva parzialmente riformata; con la cancellazione il socio era legittimato ad ottenere una quota di rimborso in misura proporzionale alla sua partecipazione al capitale sociale. L’ex liquidatore ricorreva in Cassazione ma la Corte ha chiarito che la cancellazione della società dal registro delle imprese non legittima l’azione del liquidatore, determinando l’inammissibilità del ricorso proposto.

Enti finanziari, esenti le attività esternalizzate
Alessandro Germani - Il Sole 24 Ore - pag. 27
L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 375 del 17 settembre 2020, replica all’istanza di interpello di una società istante avente per oggetto l’attività di consulenza imprenditoriale, amministrativo-gestionale e di pianificazione aziendale, ivi inclusa l’attività di gestione per conto terzi (outsourcing) di processi aziendali di supporto al core business. Ci riferiamo ad una serie di attività di back office, molto diffuse nell’industria bancaria e assicurativa. L’Amministrazione finanziaria chiarisce che queste attività di back office bancario si configurano come attività esenti, anche quando siano esternalizzate a soggetti fuori dal perimetro bancario. Storicamente lo svolgimento di queste attività, se compiuta infragruppo, comportava l’esenzione Iva per non penalizzare i soggetti bancari (e assicurativi) che svolgendo solo attività esente vengono incisi dall’imposta, che rappresenta per essi sempre un costo. Così si è passati da queste misure ai consorzi e poi al Gruppo Iva. Ma nel caso della risposta n. 375 siamo fuori dal perimetro di gruppo e delle varie misure agevolative previste per le operazioni intercompany.

Società professionali finanziabili con garanzia Sace
Nicola Cavalluzzo e Valentina Martignoni - Il Sole 24 Ore - pag. 27
Le società tra professionisti e le associazioni professionali hanno avuto la possibilità di accedere alla garanzia della Sace per l’erogazione di finanziamenti. Per tale ragione il Consiglio nazionale e la Fondazione studi dei commercialisti hanno emanato un documento che tratta gli aspetti civilistici, fiscali e previdenziali di tale veicolo. Tra gli aspetti esaminati la forma societaria, la sede, la figura dei soci e la responsabilità. La Stp può essere esercitata attraverso società di persone o società di capitali. Controversa, invece, l’utilizzabilità della Srls. Molte criticità derivano dal fatto che né la norma istitutiva, né il relativo regolamento attuativo, definiscono la natura del reddito prodotto dalle Stp e il conseguente trattamento delle somme percepite dai soci. In assenza di un chiaro orientamento del legislatore, restano le incertezze dovute alla difficoltà di coordinamento tra la natura commerciale della forma societaria e la natura professionale dell’attività svolta. Il documento analizza le diverse tipologie di reddito conseguibili dalle Stp. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Stp poco utilizzabili, migliorare la normativa’ – pag. 35)

Superbonus, lavori da sommare Il cappotto da solo a volte non basta
Luca Rollino - Il Sole 24 Ore - pag. 28
Spesso il cappotto termico da solo non basta per ottenere il superbonus al 110%. Il meccanismo agevolativo contenuto nel decreto Rilancio prevede interventi trainanti, agevolati al 110% e interventi trainati, agevolati a patto che svolti congiuntamente ai primi. Per godere dell’ecobonus al 110% è necessario, tuttavia, il doppio salto di classe energetica verificabile con due Ape pre e post intervento. Se fiscalmente parlando la misura è chiara lo è meno dal punto di vista tecnico perché non è facile capire quali interventi trainanti garantiscano autonomamente un duplice salto. Naturalmente anche lo stato dell’edificio e la sua vetustà incide. Negli edifici più recenti, con una classe energetica già sufficiente, la soluzione più immediata è quella del cappotto termico magari abbinata all’installazione di una pompa di calore e di pannelli fotovoltaici. La sostituzione degli infissi da sola non è sufficiente per garantire l’accesso al 110% e si dovrà abbinare ad un intervento di coibentazione dell’involucro edilizio opaco.

Credito agli sponsor, i dubbi da chiarire
Marco Piazza - Il Sole 24 Ore - pag. 29
L’articolo 81 del decreto Agosto prevede un credito d’imposta per investimenti in campagne pubblicitarie, incluse le sponsorizzazioni, a favore del settore sportivo. Sono agevolate le sponsorizzazioni effettuate tra il 1°luglio e il 31 dicembre 2020 da leghe, società sportive professionistiche e società e associazioni sportive dilettantistiche iscritte al Coni. Il credito d’imposta, che ha natura di ‘contributo’, è pari al 50% degli investimenti realizzati in campagne pubblicitarie ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione. Inoltre, il credito d’imposta non concorre a formare il reddito imponibile e il valore della produzione del beneficiario. Il corrispettivo sostenuto costituisce, per il soggetto erogante, spesa di pubblicità per la promozione dell’immagine. Non è chiaro l’ammontare della spesa che dà diritto al credito nel caso in cui la durata della sponsorizzazione superi il 31 dicembre 2020.

Bollo sugli assegni circolari: problematico il recupero dai clienti
Adrian Melchiori e Gianfranco Ursino - Il Sole 24 Ore - pag. 29
Fino ad oggi le banche hanno esercitato la rivalsa sui clienti soltanto in merito al bollo fisso di 1,50 euro sugli assegni circolari ma non la rivalsa sull’imposta proporzionale. Anche perché non sembrava giustificato considerare soggetti obbligati in solido i clienti che chiedono l’emissione dell’assegno circolare, posto che il presupposto effettivo per l’applicazione dell’imposta proporzionale è che gli assegni siano in circolazione alla fine di ogni trimestre solare. In effetti, per tutti gli assegni circolari emessi ed estinti nel corso del trimestre la banca non paga alcuna imposta di bollo. L’ammontare effettivo dell’imposta è calcolabile soltanto all’estinzione e dovrebbe essere recuperato, dalla banca, a carico non del richiedente ma dell’ignaro beneficiario.

I sindacati coinvolgono la base nel cantiere della riforma fiscale
Fe.Mi. - Il Sole 24 Ore - pag. 29
I sindacati dei commercialisti vogliono coinvolgere la base nel cantiere della riforma fiscale. Il 7 ottobre Adc, Aidc e Ungdcec si ritroveranno a Roma dove incontreranno il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. A tal fine hanno deciso di chiamare a raccolta la base per raccogliere idee e suggerimenti. Diversi gli ambiti da trattare: scadenze e appuntamenti, diritto tributario, Codice della crisi d’impresa, finanza pubblica e agevolata, internazionalizzazione, terzo settore, responsabilità sociale e diritto del lavoro. Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha invece creato un tavolo di esperti guidato dal prof. Carlo Cottarelli. (Ved. anche Italia Oggi: ‘Commercialisti al lavoro per la riforma fiscale’ – pag. 28)

Il 110% non aspetta il condono
Fabrizio G.Poggiani - Italia Oggi - pag. 27
Da una recente consulenza giuridica (n. 910-1/2020) fornita dall’Agenzia delle Entrate – Direzione regionale delle Marche su un quesito posto dal Collegio dei geometri di Ancona emerge che le detrazioni fiscali sugli immobili, anche maggiorate al 110%, possono essere richieste anche per gli immobili con abusi sanabili e tollerabili e in presenza di domanda di condono, sebbene ancora l’iter della sanatoria non sia arrivato a conclusione. Nel caso di opere difformi occorre invece distinguere perché, la realizzazione di opere edilizie non rientranti nella corretta categoria di intervento, per le quali sarebbe stato necessario un titolo abilitativo diverso da quello in possesso, non può essere considerata motivo di decadenza delle agevolazioni fiscali, purché il richiedente si sia attivato con la sanatoria. Invece, la realizzazione di opere difformi dal titolo abilitativo ed in contrasto con gli strumenti urbanistici ed i regolamenti edilizi, comportano la decadenza dei benefici fiscali in quanto opere non sanabili.

Cessione crediti ampia
Cristina Bartelli - Italia Oggi - pag. 30
Daniele Manca, uno dei relatori in commissione Finanze del Senato della legge di conversione del decreto Agosto annuncia che è allo studio la possibilità di estendere la cessione dei crediti anche agli incentivi 4.0. Dunque, la piattaforma predisposta dall’Agenzia delle Entrate non sarà limitata alla cessione dei crediti d’imposta legati all’edilizia. L’obiettivo dei relatori è quello di consentire, attraverso le correzioni al testo, una maggiore liquidità alle imprese attraverso il veicolo della cessione dei crediti non più limitato al settore edilizio ma esteso anche agli investimenti in ricerca e sviluppo. Sempre al fine di garantire maggiore liquidità alle imprese va vista la proposta della sospensione temporanea degli ammortamenti sul costo delle immobilizzazioni materiali e immateriali per il 2020.

Bonus a fusioni e acquisizioni
Giorgio Frigerio e Natale Bissoli - Italia Oggi - pag. 31
Qualora l’operazione di fusioni e acquisizioni preveda, in alternativa alle usuali modalità, un aumento di capitale sociale a pagamento verso terzi entro il 31 dicembre 2020, seguito eventualmente da un atto di trasferimento delle (restanti) quote sociali ai nuovi soci, l’investitore e la società target potrebbero beneficiare di un bonus fiscale fino a un massimo di 800mila euro, come previsto dal quadro temporaneo delle misure di aiuto Covid-19, agevolando la chiusura dell’operazione. Nonostante lo stallo del comparto registrato negli ultimi mesi, le operazioni di M&A (Merger & Acquisition) potrebbero godere di un nuovo impulso se abbinate agli incentivi alla patrimonializzazione di pmi introdotti dall’articolo 26 del decreto Rilancio. La società target ideale è una pmi che abbia registrato perdite da Covid-19 di almeno il 33% dei ricavi nei mesi di marzo e aprile 2020, rispetto allo stesso bimestre dell’anno precedente, e che non si trovi in una situazione di difficoltà finanziaria.

Iva, ombrello sul liquidatore
Emilio de Santis - Italia Oggi - pag. 33
Con l’ordinanza n. 19008/2020 la Corte di cassazione ha stabilito che il liquidatore non risponde delle violazioni Iva antecedenti il 2014. Non ha efficacia retroattiva l’articolo 28, comma 7, del decreto legislativo n. 175/2014 (entrato in vigore il 13 dicembre dello stesso anno), laddove ha esteso all’Iva la responsabilità dei liquidatori. I giudici del Palazzaccio hanno bocciato il ricorso presentato dall’Agenzia delle Entrate avverso la sentenza della Ctr della Campania n. 10849/2017 che aveva accolto l’appello del liquidatore di una società avverso un avviso di accertamento, principalmente per Iva 2009, e notificatogli l’8 settembre 2014. Per le Entrate la responsabilità del liquidatore derivava dall’art. 2495 cc per l’inosservanza dei doveri su lui incombenti. Di parere diverso la Suprema corte.

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